La monografia prende le mosse da una ricostruzione olistica del diritto della concorrenza. Nell’originario impianto codicistico, si scandiva una sobria cornice d’insieme in ragione della quale l’iniziativa economica privata: a) veniva assoggettata alle indicazioni legislative (nonché, ovviamente, alle norme corporative), con l’ulteriore monito a non operare a discapito degli interessi dell’economia nazionale, e b) veniva governata sul piano delle limitazioni convenzionali e conformata per quanto riguardava l’attività gestita in monopolio: sino a ‘recepire’, ad un livello immediatamente inferiore, la repressione, a livello interimprenditoriale, degli atti contrari a correttezza professionale e perciò sleali (in quanto contrari a una logica riveniente da una ovvia matrice di categoria). Il dato costituzionale avrebbe, a breve distanza di tempo, stravolto quest’impianto verticale; e un’ombra anche più consistente sarebbe stata proiettata dalla successiva sottoscrizione del Trattato fondativo di quella che sarebbe poi stata la Comunità Europea. Ciò non è valso, per lungo, a intaccare la letargia legislativa in materia di antitrust; per lungo tempo, anzi, è sembrato che l’Italia inseguisse risolutamente una ‘terza via’ programmatoria, lontana dagli eccessi sregolati del mercato lasciato a se stesso quanto dalle rigidità devastanti della pianificazione centralizzata. Lo stesso art. 41 cost., sotto la cui egida il nostro sistema si è evoluto in senso assai prossimo al controllo statale dell’economia (attraverso il ruolo cruciale dell’impresa pubblica), è però servito, in prosieguo, a incardinare nel sistema il diritto della concorrenza, presto propostosi come asse portante della nuova costituzione economica. In questo quadro rinnovato, la disciplina del mercato non appare più segmentata per ambiti e rilievi particolaristici: la preservazione della tensione competitiva del mercato, intesa a propiziare il miglior soddisfacimento degli interessi dei consumatori, si riallaccia a una disciplina coerente della lealtà concorrenziale, non più deputata a salvaguardare i soli interessi delle imprese operanti nel mercato. La disciplina della concorrenza sleale viene così ricostruita nel dettaglio, alle luce delle nuove coordinate che la governano.

Le regole della concorrenza, in Diritto civile diretto da Lipari e Rescigno, vol. IV, tm. I, Milano 2009, 1-114 / Pardolesi, Roberto. - (2009), pp. 1-114.

Le regole della concorrenza, in Diritto civile diretto da Lipari e Rescigno, vol. IV, tm. I, Milano 2009, 1-114.

PARDOLESI, ROBERTO
2009

Abstract

La monografia prende le mosse da una ricostruzione olistica del diritto della concorrenza. Nell’originario impianto codicistico, si scandiva una sobria cornice d’insieme in ragione della quale l’iniziativa economica privata: a) veniva assoggettata alle indicazioni legislative (nonché, ovviamente, alle norme corporative), con l’ulteriore monito a non operare a discapito degli interessi dell’economia nazionale, e b) veniva governata sul piano delle limitazioni convenzionali e conformata per quanto riguardava l’attività gestita in monopolio: sino a ‘recepire’, ad un livello immediatamente inferiore, la repressione, a livello interimprenditoriale, degli atti contrari a correttezza professionale e perciò sleali (in quanto contrari a una logica riveniente da una ovvia matrice di categoria). Il dato costituzionale avrebbe, a breve distanza di tempo, stravolto quest’impianto verticale; e un’ombra anche più consistente sarebbe stata proiettata dalla successiva sottoscrizione del Trattato fondativo di quella che sarebbe poi stata la Comunità Europea. Ciò non è valso, per lungo, a intaccare la letargia legislativa in materia di antitrust; per lungo tempo, anzi, è sembrato che l’Italia inseguisse risolutamente una ‘terza via’ programmatoria, lontana dagli eccessi sregolati del mercato lasciato a se stesso quanto dalle rigidità devastanti della pianificazione centralizzata. Lo stesso art. 41 cost., sotto la cui egida il nostro sistema si è evoluto in senso assai prossimo al controllo statale dell’economia (attraverso il ruolo cruciale dell’impresa pubblica), è però servito, in prosieguo, a incardinare nel sistema il diritto della concorrenza, presto propostosi come asse portante della nuova costituzione economica. In questo quadro rinnovato, la disciplina del mercato non appare più segmentata per ambiti e rilievi particolaristici: la preservazione della tensione competitiva del mercato, intesa a propiziare il miglior soddisfacimento degli interessi dei consumatori, si riallaccia a una disciplina coerente della lealtà concorrenziale, non più deputata a salvaguardare i soli interessi delle imprese operanti nel mercato. La disciplina della concorrenza sleale viene così ricostruita nel dettaglio, alle luce delle nuove coordinate che la governano.
9788814137747
Le regole della concorrenza, in Diritto civile diretto da Lipari e Rescigno, vol. IV, tm. I, Milano 2009, 1-114 / Pardolesi, Roberto. - (2009), pp. 1-114.
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