Operata la scelta di portare all’interno del codice del consumo la disciplina delle clausole abusive, il legislatore ha provveduto ad una diversa qualificazione delle conseguenze che derivano dall’accertamento della vessatorietà delle clausole, sostituendo alla inefficacia dell’art. 1469-quinquies del codice civile, la nullità (art. 36 codice del consumo). Lo studio analizza la rilevanza, sul piano sistematico e applicativo, della modificazione che ha attribuito rilievo positivo alla categoria, finora solo dottrinale, delle “nullità di protezione”. A livello sistematico, il rilievo della espressa qualificazione in termini di nullità delle clausole vessatorie emerge attraverso l’analisi del complesso percorso di riflessione che, in parallelo con la crescente presenza di fenomeni di aggregazione e di razionalizzazione dell’attività produttiva e del mercato, la nostra dottrina e giurisprudenza avevano avviato sin dagli anni ’70 rispetto ad ipotesi in cui, gia’ all’interno del sistema del codice, l’ordinamento interviene di fronte a situazioni di disuguaglianza nelle posizioni dei contraenti al momento della contrattazione, per realizzare un riequilibrio attraverso tecniche volte ad eliminare la clausola pregiudizievole, conservando il contratto per il resto. A livello operativo, lo studio indaga le variegate modulazioni che si realizzano all’interno del sistema della nullita’ di protezione al fine di adeguare lo strumento tecnico alle esigenze di protezione in gioco. Rilevato che la qualificazione in termini di nullità comporta l’applicabilità diretta della disciplina generale nei limiti della compatibilita’, e cioè l’esclusione delle regole in tema di nullità parziale e di legittimazione assoluta, il saggio s’incentra, in particolare, sulla conformazione del potere del giudice di rilevare d’ufficio la nullità, che può essere esercitato solo a vantaggio del consumatore; sui criteri idonei ad assicurare il raccordo tra la disciplina delle nullita’ di protezione e la disciplina della prova; e sui meccanismi volti a risolvere il problema dell’applicabilita’ della disciplina degli atti di autonomia privata in relazione allo stralcio dal contenuto del contratto di clausole colpite da nullità parziale necessaria e sostituite da regole che trovano la loro fonte nella legge. Rispetto alle singole situazioni, l’esigenza di assicurare la continuità tra disciplina generale dei contratti e regole caratterizzanti la legislazione speciale di protezione si traduce in un’interpretazione volta a modulare in chiave funzionale i principi generali in tema di nullita’, in linea, del resto, con le logiche ordinanti i complessi meccanismi di graduazione delle regole che gia’ si realizzano all’interno del sistema codicistico.

Riflessioni in tema di nullità speciali / Nuzzo, Mario. - II:(2008), pp. 233-256.

Riflessioni in tema di nullità speciali

NUZZO, MARIO
2008

Abstract

Operata la scelta di portare all’interno del codice del consumo la disciplina delle clausole abusive, il legislatore ha provveduto ad una diversa qualificazione delle conseguenze che derivano dall’accertamento della vessatorietà delle clausole, sostituendo alla inefficacia dell’art. 1469-quinquies del codice civile, la nullità (art. 36 codice del consumo). Lo studio analizza la rilevanza, sul piano sistematico e applicativo, della modificazione che ha attribuito rilievo positivo alla categoria, finora solo dottrinale, delle “nullità di protezione”. A livello sistematico, il rilievo della espressa qualificazione in termini di nullità delle clausole vessatorie emerge attraverso l’analisi del complesso percorso di riflessione che, in parallelo con la crescente presenza di fenomeni di aggregazione e di razionalizzazione dell’attività produttiva e del mercato, la nostra dottrina e giurisprudenza avevano avviato sin dagli anni ’70 rispetto ad ipotesi in cui, gia’ all’interno del sistema del codice, l’ordinamento interviene di fronte a situazioni di disuguaglianza nelle posizioni dei contraenti al momento della contrattazione, per realizzare un riequilibrio attraverso tecniche volte ad eliminare la clausola pregiudizievole, conservando il contratto per il resto. A livello operativo, lo studio indaga le variegate modulazioni che si realizzano all’interno del sistema della nullita’ di protezione al fine di adeguare lo strumento tecnico alle esigenze di protezione in gioco. Rilevato che la qualificazione in termini di nullità comporta l’applicabilità diretta della disciplina generale nei limiti della compatibilita’, e cioè l’esclusione delle regole in tema di nullità parziale e di legittimazione assoluta, il saggio s’incentra, in particolare, sulla conformazione del potere del giudice di rilevare d’ufficio la nullità, che può essere esercitato solo a vantaggio del consumatore; sui criteri idonei ad assicurare il raccordo tra la disciplina delle nullita’ di protezione e la disciplina della prova; e sui meccanismi volti a risolvere il problema dell’applicabilita’ della disciplina degli atti di autonomia privata in relazione allo stralcio dal contenuto del contratto di clausole colpite da nullità parziale necessaria e sostituite da regole che trovano la loro fonte nella legge. Rispetto alle singole situazioni, l’esigenza di assicurare la continuità tra disciplina generale dei contratti e regole caratterizzanti la legislazione speciale di protezione si traduce in un’interpretazione volta a modulare in chiave funzionale i principi generali in tema di nullita’, in linea, del resto, con le logiche ordinanti i complessi meccanismi di graduazione delle regole che gia’ si realizzano all’interno del sistema codicistico.
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