Il saggio, che si colloca nell’ambito di una ricerca Prin volta a ricostruire un bilancio dei primi tre anni di vigenza della riforma costituzionale del 2001, alla luce anche della giurisprudenza costituzionale, mira ad approfondire i problemi interpretativi e applicativi di una innovazione di potenziale rilevante portata per il sistema delle fonti nell’ordinamento italiano, quella riguardante la disciplina costituzionale della potestà regolamentare (per la prima volta sancita in modo esplicito nella legge fondamentale, all’art. 117, sesto comma). In particolare, si sofferma sul ruolo normativo che la norma costituzionale assegna (e riserva) agli enti autonomi locali, evidenziando sia la questione pendente dei conseguenti limiti alla potestà legislativa statale e regionale (con i diversi orientamenti dottrinali e giurisprudenziali che sussistono in materia), sia l’esigenza di sviluppare un’impostazione applicativa che salvaguardi un effettivo spazio di autoformazione degli enti locali, in sintonia col nuovo quadro costituzionale.

Il riassetto costituzionale della potestà regolamentare ed il nuovo ruolo normativo degli enti locali / DE MARTIN, GIAN CANDIDO. - (2007), pp. 337-354.

Il riassetto costituzionale della potestà regolamentare ed il nuovo ruolo normativo degli enti locali

DE MARTIN, GIAN CANDIDO
2007

Abstract

Il saggio, che si colloca nell’ambito di una ricerca Prin volta a ricostruire un bilancio dei primi tre anni di vigenza della riforma costituzionale del 2001, alla luce anche della giurisprudenza costituzionale, mira ad approfondire i problemi interpretativi e applicativi di una innovazione di potenziale rilevante portata per il sistema delle fonti nell’ordinamento italiano, quella riguardante la disciplina costituzionale della potestà regolamentare (per la prima volta sancita in modo esplicito nella legge fondamentale, all’art. 117, sesto comma). In particolare, si sofferma sul ruolo normativo che la norma costituzionale assegna (e riserva) agli enti autonomi locali, evidenziando sia la questione pendente dei conseguenti limiti alla potestà legislativa statale e regionale (con i diversi orientamenti dottrinali e giurisprudenziali che sussistono in materia), sia l’esigenza di sviluppare un’impostazione applicativa che salvaguardi un effettivo spazio di autoformazione degli enti locali, in sintonia col nuovo quadro costituzionale.
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