I significativi cambiamenti che hanno interessato l’industria dei servizi finanziari a seguito dello sviluppo delle tecnologie connesse alla digital transformation trovano espressione nella diffusione di modelli automatizzati di analisi dei dati i quali, nella consulenza finanziaria, vengono tradizionalmente ricondotti nella categoria dei c.d. robo-advisor. I modelli di robo-advisory – pur differenziandosi per tipologie di servizi offerti e modalità di erogazione degli stessi – possono in prima approssimazione ricondursi a due tipologie: i modelli di tipo stand-alone, nei quali la prestazione di consulenza è compiutamente automatizzata, e l’applicativo si interfaccia direttamente con il cliente, e i modelli c.d. ibridi, nei quali l’elemento digitale si combina con l’intervento dell’intermediario nelle diverse fasi del processo di investimento. A fronte di questa distinzione, l’orientamento delle istituzioni (in primis comunitarie) nella disciplina del fenomeno è stato verso la riconduzione delle diverse fattispecie all’interno di un unico genus, allineandosi ad una tendenza generale in tema di automated decision-making imponendo una supervisione umana al fine di correggere e modificare eventuali decisioni erronee dell’algoritmo. In tale contesto, l’intermediario assume il ruolo di monitore del corretto funzionamento del software a tutela del cliente. Tuttavia, stante la non osservabilità delle determinanti dell’azione dell’intermediario, si manifesta la necessità di introdurre incentivi appropriati a garantire il comportamento virtuoso di quest’ultimo. Il contributo si propone di valutare l’efficacia dell’obbligo di supervisione umana sui sistemi di decisione algoritmica a tutela del cliente rappresentando, mediante la teoria dei giochi, il modello di agency game riguardante la relazione Robot-Intermediario-Cliente. Sulla base di tale analisi, e delle conseguentemente evidenziate criticità che l’attuale orientamento genera in termini di tutela del cliente, il lavoro suggerisce la predisposizione di un sistema di incentivi che inducano l’intermediario ad agire nell’interesse del cliente nell’ambito dei processi di robo-advisory attraverso l’individuazione di uno specifico onere di informazione in merito al valore atteso e alla varianza dell’investimento.

Davola, Antonio. (2020). INTERMEDIAZIONE INEFFICIENTE.UN MODELLO DI DEFINIZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SUPERVISIONE E RESPONSABILITÀ DELL'INTERMEDIARIO FINANZIARIO NEI PROCESSI DI ROBO-ADVISORY ALLA LUCE DELLA TEORIA DEI GIOCHI E DELLA TEORIA ECONOMICA DEI CONTRATTI. RIVISTA ELETTRONICA DI DIRITTO, ECONOMIA, MANAGEMENT, (ISSN: 2039-4926),2, 149-169.

INTERMEDIAZIONE INEFFICIENTE. UN MODELLO DI DEFINIZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SUPERVISIONE E RESPONSABILITÀ DELL'INTERMEDIARIO FINANZIARIO NEI PROCESSI DI ROBO-ADVISORY ALLA LUCE DELLA TEORIA DEI GIOCHI E DELLA TEORIA ECONOMICA DEI CONTRATTI

Davola A
2020

Abstract

I significativi cambiamenti che hanno interessato l’industria dei servizi finanziari a seguito dello sviluppo delle tecnologie connesse alla digital transformation trovano espressione nella diffusione di modelli automatizzati di analisi dei dati i quali, nella consulenza finanziaria, vengono tradizionalmente ricondotti nella categoria dei c.d. robo-advisor. I modelli di robo-advisory – pur differenziandosi per tipologie di servizi offerti e modalità di erogazione degli stessi – possono in prima approssimazione ricondursi a due tipologie: i modelli di tipo stand-alone, nei quali la prestazione di consulenza è compiutamente automatizzata, e l’applicativo si interfaccia direttamente con il cliente, e i modelli c.d. ibridi, nei quali l’elemento digitale si combina con l’intervento dell’intermediario nelle diverse fasi del processo di investimento. A fronte di questa distinzione, l’orientamento delle istituzioni (in primis comunitarie) nella disciplina del fenomeno è stato verso la riconduzione delle diverse fattispecie all’interno di un unico genus, allineandosi ad una tendenza generale in tema di automated decision-making imponendo una supervisione umana al fine di correggere e modificare eventuali decisioni erronee dell’algoritmo. In tale contesto, l’intermediario assume il ruolo di monitore del corretto funzionamento del software a tutela del cliente. Tuttavia, stante la non osservabilità delle determinanti dell’azione dell’intermediario, si manifesta la necessità di introdurre incentivi appropriati a garantire il comportamento virtuoso di quest’ultimo. Il contributo si propone di valutare l’efficacia dell’obbligo di supervisione umana sui sistemi di decisione algoritmica a tutela del cliente rappresentando, mediante la teoria dei giochi, il modello di agency game riguardante la relazione Robot-Intermediario-Cliente. Sulla base di tale analisi, e delle conseguentemente evidenziate criticità che l’attuale orientamento genera in termini di tutela del cliente, il lavoro suggerisce la predisposizione di un sistema di incentivi che inducano l’intermediario ad agire nell’interesse del cliente nell’ambito dei processi di robo-advisory attraverso l’individuazione di uno specifico onere di informazione in merito al valore atteso e alla varianza dell’investimento.
2020
Davola, Antonio. (2020). INTERMEDIAZIONE INEFFICIENTE.UN MODELLO DI DEFINIZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SUPERVISIONE E RESPONSABILITÀ DELL'INTERMEDIARIO FINANZIARIO NEI PROCESSI DI ROBO-ADVISORY ALLA LUCE DELLA TEORIA DEI GIOCHI E DELLA TEORIA ECONOMICA DEI CONTRATTI. RIVISTA ELETTRONICA DI DIRITTO, ECONOMIA, MANAGEMENT, (ISSN: 2039-4926),2, 149-169.
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