Recentemente parrebbe profilarsi un acceso dibattito giurisprudenziale in ordine al trattamento impositivo ai fini dell’imposta di registro della clausola penale e della pattuizione con cui le parti predeterminino gli interessi moratori. Da un lato, l’Agenzia delle entrate ritiene che tali pattuizioni assurgano al rango di “disposizioni” che, in quanto non richieste dalla legge, sarebbero autonome rispetto al contratto cui accedono, con conseguente applicazione dell’art. 21, 1˚ comma, t.u.r. Dall’altro lato, la tesi dei contribuenti, e condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria di merito, ritiene che siffatte pattuizioni, in quanto meramente accessorie, sarebbero necessariamente connesse, nel senso indicato dall’art. 21, 2˚ comma, t.u.r., al negozio presentato per la registrazione. Con il presente contributo si intende approfondire le argomentazioni giuridiche sottese alle opposte ricostruzioni, ivi evidenziando che ciò che parrebbe mancare nelle predette clausole è rappresentato non già e non tanto dal nesso di necessaria dipendenza, quanto e piuttosto i requisiti minimi per poter essere intese, a monte, quali “disposizioni” rilevanti ai fini dell’imposta di registro.

La “disposizione” nell’imposta di registro quale nucleo centrale della fattispecie imponibile: considerazioni in ordine al trattamento impositivo della clausola penale e della predeterminazione degli interessi moratori / Golisano, Matteo. - In: DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA. - ISSN 0012-3447. - 3(2022), pp. 842-865.

La “disposizione” nell’imposta di registro quale nucleo centrale della fattispecie imponibile: considerazioni in ordine al trattamento impositivo della clausola penale e della predeterminazione degli interessi moratori

Matteo Golisano
2022

Abstract

Recentemente parrebbe profilarsi un acceso dibattito giurisprudenziale in ordine al trattamento impositivo ai fini dell’imposta di registro della clausola penale e della pattuizione con cui le parti predeterminino gli interessi moratori. Da un lato, l’Agenzia delle entrate ritiene che tali pattuizioni assurgano al rango di “disposizioni” che, in quanto non richieste dalla legge, sarebbero autonome rispetto al contratto cui accedono, con conseguente applicazione dell’art. 21, 1˚ comma, t.u.r. Dall’altro lato, la tesi dei contribuenti, e condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria di merito, ritiene che siffatte pattuizioni, in quanto meramente accessorie, sarebbero necessariamente connesse, nel senso indicato dall’art. 21, 2˚ comma, t.u.r., al negozio presentato per la registrazione. Con il presente contributo si intende approfondire le argomentazioni giuridiche sottese alle opposte ricostruzioni, ivi evidenziando che ciò che parrebbe mancare nelle predette clausole è rappresentato non già e non tanto dal nesso di necessaria dipendenza, quanto e piuttosto i requisiti minimi per poter essere intese, a monte, quali “disposizioni” rilevanti ai fini dell’imposta di registro.
La “disposizione” nell’imposta di registro quale nucleo centrale della fattispecie imponibile: considerazioni in ordine al trattamento impositivo della clausola penale e della predeterminazione degli interessi moratori / Golisano, Matteo. - In: DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA. - ISSN 0012-3447. - 3(2022), pp. 842-865.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Golisano _ La disposizione nell'imposta di registro quale nucleo centrale della fattispecie imponibile _ DPT _ 2022.pdf

Solo gestori archivio

Tipologia: Versione dell'editore
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 123.85 kB
Formato Adobe PDF
123.85 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

Caricamento pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11385/219841
Citazioni
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact