Italian Public Law Scholarship and European Integration The article examines the process of European integration through the prism of the Italian science of public law. The first part shows how Italian public-law scholars slowly became aware of European integration. Such awareness begins with Vittorio Emanuele Orlando’s last parliamentary speech on the ECSC. Made in July 1952, this was resolutely critical of the idea of giving life to a sort of European Constituent assembly. During the twenty-year period 1950-1970, the attitude towards the Community institutions prevailing amongst public-law scholars was one of scepticism. The one exception was the confident openness expressed by Feliciano Benvenuti in an essay in 1971. The first papers to explore and experiment with the subject date to the sixties but it cannot be said that there had been any perception of European integration as a phenomenon until that point. During the fifteen years between 1970 and 1985 and possibly due (in part) to the integration process’s deceleration resulting from the grave world economic crisis, European themes were, to all intents and purposes, absent from the scene of administrative-law studies and barely present in constitutional-law ones. This despite the fact that the Court of Justice’s creative case law had formulated the fundamental principles of European law precisely during those two decades. The twenty years stretching from 1985 to 2005 witnessed an acceleration in the process of European integration. This was detected more promptly by administrative-law scholars and, in particular, by a group of academics who paved the way for the construction of a European administrative law. Italian scholars of constitutional law covered the ground more slowly, on the other hand. The second part of the article is dedicated to an analysis of those topics and trends relating to the process of European integration that have been analysed by Italian public-law scholars most recently. It considers both the topics involved in the debate about the so-called European Constitution (dwelling, in particular, on the topic of Multi-level European Constitutionalism and the hypothesis of a Constitution without a State) and the subject of tools and techniques for administrative integration (indirect enforcement, co-administration, decentralised integration, an integrated European system, harmonised European regulation and a public arena), as well as techniques for integrating case law. The article ends by observing how the process of European integration has been built upon a two-way exchange mechanism. On the one hand, it brings about the circulation of values, principles and institutions through a system that allows diversity in community i.e. recourse to common paradigms that nevertheless assume different physiognomies and connotations according to the legal environment in which they are operative. On the other hand (and conversely), the process of European integration is producing mechanisms permitting community in diversity, even in relation to those elements that traditionally showed the greatest divarication between legal systems. This in the sense that, whilst the differences remain, some shared elements are beginning to stand out, triggering the emergence of a common substratum of values. Over the decades, this two-way exchange process has given birth to a body of values, traditions and principles that, together with the Community’s legal framework, constitute the European constitutional heritage and are leading to the construction of a common European legal culture.

Il saggio ha ad oggetto l’esame del processo di integrazione europea attraverso il prisma della scienza italiana del diritto pubblico. La prima sezione del contributo è dedicata alla lenta presa di coscienza del processo di integrazione europea da parte della scienza italiana del diritto pubblico. Si prendono le mosse dall’ultimo discorso parlamentare di Vittorio Emanuele Orlando sulla CECA, del luglio 1952, di recisa critica all’idea di dar vita a una sorta di Costituente europea. Nel ventennio dal 1950 al 1970 prevalse tra gli studiosi di diritto pubblico un atteggiamento scettico nei confronti delle istituzioni comunitarie, con l’eccezione della fiduciosa apertura operata da Feliciano Benvenuti in un saggio del 1971. Agli anni Sessanta risalgono i primi scritti di esplorazione e di sperimentazione, ma non si può dire che vi fosse stata, sino ad allora, percezione del fenomeno dell’integrazione europea. Nel quindicennio tra il 1970 e il 1985, forse anche a causa del rallentamento del processo di integrazione dovuto alla grave crisi economica mondiale, i temi europei risultarono praticamente assenti nel panorama degli studi diritto amministrativo e poco presenti in quelli di diritto costituzionale. E ciò nonostante che la giurisprudenza creativa della Corte di giustizia abbia elaborato, proprio in quei due decenni, i fondamentali principi del diritto europeo. Nel ventennio tra il 1985 e il primo decennio del XXI secolo si è assistito a un accelerato sviluppo del processo di integrazione europea, che è stato colto più prontamente dalla scienza del diritto amministrativo e, in particolare, da un gruppo di studiosi che hanno aperto la strada alla costruzione del diritto amministrativo europeo. Più lento, invece, è stato il percorso della scienza italiana del diritto costituzionale. La seconda sezione del contributo è dedicata all’analisi dei temi e delle tendenze, relative al processo di integrazione europea, oggetto di analisi, nel corso dell’ultimo periodo, da parte degli studiosi italiani di diritto pubblico. In particolare, si affrontano i temi del dibattito relativo alla cd. Costituzione europea (in particolare, soffermandosi sul tema del costituzionalismo europeo multilivello e dell’ipotesi di una Costituzione senza Stato) e su quello relativo agli strumenti e alle tecniche di integrazione amministrativa (esecuzione indiretta, coamministrazione, integrazione decentrata, sistema integrato europeo, concerto regolamentale europeo, arena pubblica) e alle tecniche di integrazione giurisprudenziale. Il saggio si conclude rilevando come il processo di integrazione europeo sia costruito su un duplice meccanismo di scambio. Da un lato, essa determina la diffusione di valori, principi e istituti attraverso un meccanismo di diversità nella comunanza e, cioè, di ricorso a comuni paradigmi, che, tuttavia, assumono fisionomia e connotazioni diverse a seconda dell’ambiente giuridico nel quale essi si trovano ad operare. Dall’altro, al contrario, anche in relazione agli elementi tradizionalmente di maggiore divaricazione tra sistemi giuridici, il processo di integrazione europea sta producendo meccanismi di comunanza nella diversità, nel senso che, pur permanendo le differenze, taluni elementi condivisi vanno evidenziandosi, facendo emergere un comune sostrato di valori. Questo duplice processo di scambio ha dato vita, nei decenni, a un complesso di valori, tradizioni, principi, che costituiscono, assieme alla base giuridica comunitaria, il patrimonio costituzionale europeo e che sta conducendo alla costruzione di una comune cultura giuridica europea.

La scienza italiana del diritto pubblico e l’integrazione europea / Sandulli, A. - In: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO PUBBLICO COMUNITARIO. - ISSN 1121-404X. - XV:3-4(2005), pp. 859-898.

La scienza italiana del diritto pubblico e l’integrazione europea

SANDULLI A
2005

Abstract

Il saggio ha ad oggetto l’esame del processo di integrazione europea attraverso il prisma della scienza italiana del diritto pubblico. La prima sezione del contributo è dedicata alla lenta presa di coscienza del processo di integrazione europea da parte della scienza italiana del diritto pubblico. Si prendono le mosse dall’ultimo discorso parlamentare di Vittorio Emanuele Orlando sulla CECA, del luglio 1952, di recisa critica all’idea di dar vita a una sorta di Costituente europea. Nel ventennio dal 1950 al 1970 prevalse tra gli studiosi di diritto pubblico un atteggiamento scettico nei confronti delle istituzioni comunitarie, con l’eccezione della fiduciosa apertura operata da Feliciano Benvenuti in un saggio del 1971. Agli anni Sessanta risalgono i primi scritti di esplorazione e di sperimentazione, ma non si può dire che vi fosse stata, sino ad allora, percezione del fenomeno dell’integrazione europea. Nel quindicennio tra il 1970 e il 1985, forse anche a causa del rallentamento del processo di integrazione dovuto alla grave crisi economica mondiale, i temi europei risultarono praticamente assenti nel panorama degli studi diritto amministrativo e poco presenti in quelli di diritto costituzionale. E ciò nonostante che la giurisprudenza creativa della Corte di giustizia abbia elaborato, proprio in quei due decenni, i fondamentali principi del diritto europeo. Nel ventennio tra il 1985 e il primo decennio del XXI secolo si è assistito a un accelerato sviluppo del processo di integrazione europea, che è stato colto più prontamente dalla scienza del diritto amministrativo e, in particolare, da un gruppo di studiosi che hanno aperto la strada alla costruzione del diritto amministrativo europeo. Più lento, invece, è stato il percorso della scienza italiana del diritto costituzionale. La seconda sezione del contributo è dedicata all’analisi dei temi e delle tendenze, relative al processo di integrazione europea, oggetto di analisi, nel corso dell’ultimo periodo, da parte degli studiosi italiani di diritto pubblico. In particolare, si affrontano i temi del dibattito relativo alla cd. Costituzione europea (in particolare, soffermandosi sul tema del costituzionalismo europeo multilivello e dell’ipotesi di una Costituzione senza Stato) e su quello relativo agli strumenti e alle tecniche di integrazione amministrativa (esecuzione indiretta, coamministrazione, integrazione decentrata, sistema integrato europeo, concerto regolamentale europeo, arena pubblica) e alle tecniche di integrazione giurisprudenziale. Il saggio si conclude rilevando come il processo di integrazione europeo sia costruito su un duplice meccanismo di scambio. Da un lato, essa determina la diffusione di valori, principi e istituti attraverso un meccanismo di diversità nella comunanza e, cioè, di ricorso a comuni paradigmi, che, tuttavia, assumono fisionomia e connotazioni diverse a seconda dell’ambiente giuridico nel quale essi si trovano ad operare. Dall’altro, al contrario, anche in relazione agli elementi tradizionalmente di maggiore divaricazione tra sistemi giuridici, il processo di integrazione europea sta producendo meccanismi di comunanza nella diversità, nel senso che, pur permanendo le differenze, taluni elementi condivisi vanno evidenziandosi, facendo emergere un comune sostrato di valori. Questo duplice processo di scambio ha dato vita, nei decenni, a un complesso di valori, tradizioni, principi, che costituiscono, assieme alla base giuridica comunitaria, il patrimonio costituzionale europeo e che sta conducendo alla costruzione di una comune cultura giuridica europea.
Diritto pubblico; Integrazione europea; Scienza giuridica; Diritto amministrativo; Diritto costituzionale
Italian Public Law Scholarship and European Integration The article examines the process of European integration through the prism of the Italian science of public law. The first part shows how Italian public-law scholars slowly became aware of European integration. Such awareness begins with Vittorio Emanuele Orlando’s last parliamentary speech on the ECSC. Made in July 1952, this was resolutely critical of the idea of giving life to a sort of European Constituent assembly. During the twenty-year period 1950-1970, the attitude towards the Community institutions prevailing amongst public-law scholars was one of scepticism. The one exception was the confident openness expressed by Feliciano Benvenuti in an essay in 1971. The first papers to explore and experiment with the subject date to the sixties but it cannot be said that there had been any perception of European integration as a phenomenon until that point. During the fifteen years between 1970 and 1985 and possibly due (in part) to the integration process’s deceleration resulting from the grave world economic crisis, European themes were, to all intents and purposes, absent from the scene of administrative-law studies and barely present in constitutional-law ones. This despite the fact that the Court of Justice’s creative case law had formulated the fundamental principles of European law precisely during those two decades. The twenty years stretching from 1985 to 2005 witnessed an acceleration in the process of European integration. This was detected more promptly by administrative-law scholars and, in particular, by a group of academics who paved the way for the construction of a European administrative law. Italian scholars of constitutional law covered the ground more slowly, on the other hand. The second part of the article is dedicated to an analysis of those topics and trends relating to the process of European integration that have been analysed by Italian public-law scholars most recently. It considers both the topics involved in the debate about the so-called European Constitution (dwelling, in particular, on the topic of Multi-level European Constitutionalism and the hypothesis of a Constitution without a State) and the subject of tools and techniques for administrative integration (indirect enforcement, co-administration, decentralised integration, an integrated European system, harmonised European regulation and a public arena), as well as techniques for integrating case law. The article ends by observing how the process of European integration has been built upon a two-way exchange mechanism. On the one hand, it brings about the circulation of values, principles and institutions through a system that allows diversity in community i.e. recourse to common paradigms that nevertheless assume different physiognomies and connotations according to the legal environment in which they are operative. On the other hand (and conversely), the process of European integration is producing mechanisms permitting community in diversity, even in relation to those elements that traditionally showed the greatest divarication between legal systems. This in the sense that, whilst the differences remain, some shared elements are beginning to stand out, triggering the emergence of a common substratum of values. Over the decades, this two-way exchange process has given birth to a body of values, traditions and principles that, together with the Community’s legal framework, constitute the European constitutional heritage and are leading to the construction of a common European legal culture.
La scienza italiana del diritto pubblico e l’integrazione europea / Sandulli, A. - In: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO PUBBLICO COMUNITARIO. - ISSN 1121-404X. - XV:3-4(2005), pp. 859-898.
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