Vittorio Emanuele Orlando è stato tra i maggiori giuspubblicisti del periodo compreso tra l’ultima parte dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Oltre ad aver contribuito a costruire l’impianto teorico su cui sono stati edificati il diritto costituzionale e il diritto amministrativo italiano del Novecento, la sua fama è legata anche alla qualità di organizzatore di cultura giuridica, essendo riuscito a coagulare, attorno al rinnovato metodo giuridico, la scuola italiana del diritto pubblico. Il saggio ricostruisce - in chiave critica e attraverso un capillare esame dei contenuti scientifici, mettendone in rilievo i successi, ma anche talune contraddizioni - l’attività di instancabile organizzatore di cultura giuridica di Vittorio Emanuele Orlando nell’arco di quasi un trentennio, tra il 1891 e il 1919, che gli permise di portare a compimento il progetto di rinnovamento del diritto pubblico italiano e di essere ricordato ancor oggi quale padre nobile del diritto pubblico nazionale. Particolarmente importanti furono, in tal senso, le due intraprese degli anni Novanta dell’Ottocento, ovvero la fondazione e direzione dell’Archivio di diritto pubblico (1891-1896) e del Primo Trattato completo di diritto amministrativo italiano (1897-1902) che coagularono gli studiosi del diritto pubblico attorno ai criteri tecnici definiti da Orlando. Meno riusciti, forse anche perché ormai egli, pienamente preso dall’attività politica, era titolare di importanti incarichi di governo e istituzionali, furono i tentativi di istituzione di due riviste di diritto pubblico, con l’intento di costruire un ponte di collegamento tra la teoria e la pratica. Quello elaborato da Orlando fu un progetto culturale coerente e di grande respiro, attraverso il quale, nonostante qualche passaggio a vuoto, lo studioso palermitano condusse la scienza italiana del diritto pubblico all’avanguardia in ambito europeo. Ne emerge il quadro non soltanto di un acuto scienziato del diritto, ma anche di un grande costruttore e organizzatore di cultura giuridica: egli fu, al contempo, come mai altri prima e dopo, capo-scuola e teorico generale, direttore e autore, ideatore e realizzatore.

Vittorio Emanuele Orlando, organizzatore di cultura: le Riviste e il Primo Trattato Completo / Sandulli, A. - In: DIRITTO PUBBLICO. - ISSN 1721-8985. - XVII:2(2011), pp. 519-557.

Vittorio Emanuele Orlando, organizzatore di cultura: le Riviste e il Primo Trattato Completo

SANDULLI A
2011

Abstract

Vittorio Emanuele Orlando è stato tra i maggiori giuspubblicisti del periodo compreso tra l’ultima parte dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Oltre ad aver contribuito a costruire l’impianto teorico su cui sono stati edificati il diritto costituzionale e il diritto amministrativo italiano del Novecento, la sua fama è legata anche alla qualità di organizzatore di cultura giuridica, essendo riuscito a coagulare, attorno al rinnovato metodo giuridico, la scuola italiana del diritto pubblico. Il saggio ricostruisce - in chiave critica e attraverso un capillare esame dei contenuti scientifici, mettendone in rilievo i successi, ma anche talune contraddizioni - l’attività di instancabile organizzatore di cultura giuridica di Vittorio Emanuele Orlando nell’arco di quasi un trentennio, tra il 1891 e il 1919, che gli permise di portare a compimento il progetto di rinnovamento del diritto pubblico italiano e di essere ricordato ancor oggi quale padre nobile del diritto pubblico nazionale. Particolarmente importanti furono, in tal senso, le due intraprese degli anni Novanta dell’Ottocento, ovvero la fondazione e direzione dell’Archivio di diritto pubblico (1891-1896) e del Primo Trattato completo di diritto amministrativo italiano (1897-1902) che coagularono gli studiosi del diritto pubblico attorno ai criteri tecnici definiti da Orlando. Meno riusciti, forse anche perché ormai egli, pienamente preso dall’attività politica, era titolare di importanti incarichi di governo e istituzionali, furono i tentativi di istituzione di due riviste di diritto pubblico, con l’intento di costruire un ponte di collegamento tra la teoria e la pratica. Quello elaborato da Orlando fu un progetto culturale coerente e di grande respiro, attraverso il quale, nonostante qualche passaggio a vuoto, lo studioso palermitano condusse la scienza italiana del diritto pubblico all’avanguardia in ambito europeo. Ne emerge il quadro non soltanto di un acuto scienziato del diritto, ma anche di un grande costruttore e organizzatore di cultura giuridica: egli fu, al contempo, come mai altri prima e dopo, capo-scuola e teorico generale, direttore e autore, ideatore e realizzatore.
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