Il periodo storico attuale, in cui le ideologie forti hanno ceduto il passo al radicalismo religioso e alla sua strumentalizzazione politica, impone una riflessione sul ruolo svolto dalle questioni di fede nelle relazioni internazionali. All’interno di queste complesse dinamiche internazionali, l’Italia ha svolto un ruolo degno di interesse. Attraverso la campagna per la libertà di religione e di culto la politica estera italiana ha fatto di questa materia una priorità da spendere nelle relazioni bilaterali e multilaterali, non solo in ambito EU, ma anche a livello mondiale. Il periodo di maggiore attivismo si è verificato tra il 2004 e il 2013, ma è stato preceduto da una lunga fase di attenzione politica e è seguito da un impegno continuo ma meno accentuato. La mobilitazione mirava ad incardinare il tema della libertà religiosa nei colloqui e nei rapporti con gli altri paesi, cercando di creare ovunque un sistema normativo finalizzato alla tutela delle minoranze religiose e, nel contempo, lavorare sulla sensibilità sociale, convincendola dell’importanza della tolleranza e del rispetto nei confronti di ogni forma di religione e di culto.A livello pratico, questo ha significato la promozione del diritto alla libertà religiosa sia in sede europea sia internazionale, affinché nelle diverse politiche si adottassero strumenti giuridici capaci di convalidarne e rafforzarne il principio. Al successo della campagna ha contribuito in larga misura la sinergia creatasi tra gli attori governativi e la società civile italiana. Tuttavia, a differenza di altre campagne, in questo caso la partecipazione della Chiesa e dell’attivismo cattolico ad essa collegato si sono rivelati di gran lunga preponderanti. Se è ovvio che la natura stessa della materia sollecitava questo tipo di rapporto, è anche vero che l’occasione ha dato modo di confermare quanto il mondo cattolico sia attento alle scelte della politica italiana e quanto riesca a influenzarne l’operato. Questo articolo si basa su una ricerca svolta tra il 2015 e il 2016 attraverso lo studio di bibliografia primaria e secondaria, nonché di interviste semi-strutturate condotte con i principali attori coinvolti nella campagna, facenti parte sia del mondo governativo (Ministri degli Esteri, funzionari MAECI), sia del mondo non governativo (Comunità di Sant’Egidio, Comunione e Liberazione) ed esperti.

La campagna internazionale del governo italiano e del mondo cattolico per la libertà di religione (2004-2013) / Marchetti, Raffaele; Restovin, Thea. - In: RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI. - ISSN 0035-6611. - 84:336(2017), pp. 597-610.

La campagna internazionale del governo italiano e del mondo cattolico per la libertà di religione (2004-2013)

raffaele marchetti
;
2017

Abstract

Il periodo storico attuale, in cui le ideologie forti hanno ceduto il passo al radicalismo religioso e alla sua strumentalizzazione politica, impone una riflessione sul ruolo svolto dalle questioni di fede nelle relazioni internazionali. All’interno di queste complesse dinamiche internazionali, l’Italia ha svolto un ruolo degno di interesse. Attraverso la campagna per la libertà di religione e di culto la politica estera italiana ha fatto di questa materia una priorità da spendere nelle relazioni bilaterali e multilaterali, non solo in ambito EU, ma anche a livello mondiale. Il periodo di maggiore attivismo si è verificato tra il 2004 e il 2013, ma è stato preceduto da una lunga fase di attenzione politica e è seguito da un impegno continuo ma meno accentuato. La mobilitazione mirava ad incardinare il tema della libertà religiosa nei colloqui e nei rapporti con gli altri paesi, cercando di creare ovunque un sistema normativo finalizzato alla tutela delle minoranze religiose e, nel contempo, lavorare sulla sensibilità sociale, convincendola dell’importanza della tolleranza e del rispetto nei confronti di ogni forma di religione e di culto.A livello pratico, questo ha significato la promozione del diritto alla libertà religiosa sia in sede europea sia internazionale, affinché nelle diverse politiche si adottassero strumenti giuridici capaci di convalidarne e rafforzarne il principio. Al successo della campagna ha contribuito in larga misura la sinergia creatasi tra gli attori governativi e la società civile italiana. Tuttavia, a differenza di altre campagne, in questo caso la partecipazione della Chiesa e dell’attivismo cattolico ad essa collegato si sono rivelati di gran lunga preponderanti. Se è ovvio che la natura stessa della materia sollecitava questo tipo di rapporto, è anche vero che l’occasione ha dato modo di confermare quanto il mondo cattolico sia attento alle scelte della politica italiana e quanto riesca a influenzarne l’operato. Questo articolo si basa su una ricerca svolta tra il 2015 e il 2016 attraverso lo studio di bibliografia primaria e secondaria, nonché di interviste semi-strutturate condotte con i principali attori coinvolti nella campagna, facenti parte sia del mondo governativo (Ministri degli Esteri, funzionari MAECI), sia del mondo non governativo (Comunità di Sant’Egidio, Comunione e Liberazione) ed esperti.
politica estera; società civile,; Italia; chiesa cattolica; libertà religione
La campagna internazionale del governo italiano e del mondo cattolico per la libertà di religione (2004-2013) / Marchetti, Raffaele; Restovin, Thea. - In: RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI. - ISSN 0035-6611. - 84:336(2017), pp. 597-610.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11385/177461
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