Nella difficile arte di prevedere il futuro, o meglio di attribuire probabilità agli eventi futuri, si cimentano i prediction markets, il cui archetipo è rappresentato dall’IEM, l’Iowa Electronic Market, un mercato sperimentale citato da Vernon Smith nella sua Nobel lecture del 2002. Per decenni chi si occupa di intelligenza artificiale ha cercato di costruire sistemi intelligenti scrivendo software che replica i processi del pensiero umano. Più recentemente - e l’IEM lo dimostra - i ricercatori hanno tentato di risolvere problemi complessi costruendo reti di agenti autonomi che interagiscono tra di loro. L’idea-chiave per costruire sistemi intelligenti sembra essere quella di “far leva” sui singoli individui - collegati tra loro da sistemi informatici - e utilizzare in modi innovativi le loro capacità intellettive. Questioni di pubblico interesse possono essere risolte attraverso meccanismi simili a quelli dei mercati in cui si negoziano titoli. La soluzione proposta è quella di creare mercati in cui le risposte, giuste e sbagliate, hanno conseguenze economiche. L’ipotesi è che questi mercati tenderanno ad amplificare la voce di chi è nella migliore posizione per conoscere la risposta esatta. È anche possibile che la stessa esistenza di questi mercati stimoli i partecipanti a cercare infor-mazioni che possano migliorare le loro risposte. Il motivo per cui quest’idea dovrebbe funzionare è che i “meno informati” perderanno denaro e presto saranno esclusi mentre i “più informati” guadagneranno e tenderanno a “guidare” il mercato, determinandone i prezzi.

Prediction markets / Barone, Emilio; Carli, F.. - In: MONDO BANCARIO. - ISSN 0026-9506. - 1(2006), pp. 3-20.

Prediction markets

BARONE, EMILIO;
2006

Abstract

Nella difficile arte di prevedere il futuro, o meglio di attribuire probabilità agli eventi futuri, si cimentano i prediction markets, il cui archetipo è rappresentato dall’IEM, l’Iowa Electronic Market, un mercato sperimentale citato da Vernon Smith nella sua Nobel lecture del 2002. Per decenni chi si occupa di intelligenza artificiale ha cercato di costruire sistemi intelligenti scrivendo software che replica i processi del pensiero umano. Più recentemente - e l’IEM lo dimostra - i ricercatori hanno tentato di risolvere problemi complessi costruendo reti di agenti autonomi che interagiscono tra di loro. L’idea-chiave per costruire sistemi intelligenti sembra essere quella di “far leva” sui singoli individui - collegati tra loro da sistemi informatici - e utilizzare in modi innovativi le loro capacità intellettive. Questioni di pubblico interesse possono essere risolte attraverso meccanismi simili a quelli dei mercati in cui si negoziano titoli. La soluzione proposta è quella di creare mercati in cui le risposte, giuste e sbagliate, hanno conseguenze economiche. L’ipotesi è che questi mercati tenderanno ad amplificare la voce di chi è nella migliore posizione per conoscere la risposta esatta. È anche possibile che la stessa esistenza di questi mercati stimoli i partecipanti a cercare infor-mazioni che possano migliorare le loro risposte. Il motivo per cui quest’idea dovrebbe funzionare è che i “meno informati” perderanno denaro e presto saranno esclusi mentre i “più informati” guadagneranno e tenderanno a “guidare” il mercato, determinandone i prezzi.
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