Il lavoro, muovendo dall'analisi di significative pronunce arbitrali in ambito I.C.S.I.D., affronta alcuni profili problematici riguardanti gli sviluppi futuri dell’Investor-State Arbitration (I.S.A.). La progressiva evoluzione di questo istituto, sia come strumento di implementazione del cd. ‘Global Anti-Bribery Regime’, sia come strumento di controllo sulle misure di regolazione dei mercati, rischia di creare un ‘cortocircuito’ sul piano delle relazioni tra i diversi soggetti coinvolti. Se l’I.S.A. nasce come mezzo propulsivo degli investimenti esteri per il tramite della de-politicizzazione delle dispute in materia, l’estensione delle sue funzioni rischia di innescare conflitti fra gli Stati ospiti e le strutture sovranazionali chiamate a dirimere le controversie, fra gli investitori e queste medesime realtà internazionali, con importanti ricadute in punto di crisi del sistema dell’Investor-State Arbitration medesimo. A fronte di queste problematicità si evidenzia come la strada da percorrere, per scongiurare un declino dell'I.S.A., non sia quella di un ritorno al principio del trattamento nazionale, quanto un bilanciamento delle trasformazioni in atto, mediante l’adozione di maggiori accortezze nell'attuazione del Global Anti-Bribery Regime, nonché mediante un ricorso sistematico alle best practices globali ed al principio di proporzionalità nelle valutazioni sulle misure di regolazione dei mercati.

Ascesa e declino dell'"Investor-State Arbitration", fra contrasto alla corruzione internazionale, regolazione dei mercati e Free Trade Agreements multilaterali / Sabia, Rossella; Trecroci, Cesare. - In: RIVISTA DELL'ARBITRATO. - ISSN 1122-0147. - 1(2016), pp. 165-188.

Ascesa e declino dell'"Investor-State Arbitration", fra contrasto alla corruzione internazionale, regolazione dei mercati e Free Trade Agreements multilaterali

SABIA, ROSSELLA;TRECROCI, CESARE
2016

Abstract

Il lavoro, muovendo dall'analisi di significative pronunce arbitrali in ambito I.C.S.I.D., affronta alcuni profili problematici riguardanti gli sviluppi futuri dell’Investor-State Arbitration (I.S.A.). La progressiva evoluzione di questo istituto, sia come strumento di implementazione del cd. ‘Global Anti-Bribery Regime’, sia come strumento di controllo sulle misure di regolazione dei mercati, rischia di creare un ‘cortocircuito’ sul piano delle relazioni tra i diversi soggetti coinvolti. Se l’I.S.A. nasce come mezzo propulsivo degli investimenti esteri per il tramite della de-politicizzazione delle dispute in materia, l’estensione delle sue funzioni rischia di innescare conflitti fra gli Stati ospiti e le strutture sovranazionali chiamate a dirimere le controversie, fra gli investitori e queste medesime realtà internazionali, con importanti ricadute in punto di crisi del sistema dell’Investor-State Arbitration medesimo. A fronte di queste problematicità si evidenzia come la strada da percorrere, per scongiurare un declino dell'I.S.A., non sia quella di un ritorno al principio del trattamento nazionale, quanto un bilanciamento delle trasformazioni in atto, mediante l’adozione di maggiori accortezze nell'attuazione del Global Anti-Bribery Regime, nonché mediante un ricorso sistematico alle best practices globali ed al principio di proporzionalità nelle valutazioni sulle misure di regolazione dei mercati.
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