Con il termine “analisi” si intende un metodo di ricerca basato sulla scomposizione di un oggetto nelle sue parti costituenti, per poi descrivere tali parti e le loro relazioni col tutto. Con il presente volume si vuole quindi applicare questo metodo di indagine al sistema aziendale, osservandone le caratteristiche peculiari e introducendo “metodi e strumenti” logici e concettuali, ma anche operativi, per declinare nelle sue diverse componenti la gestione aziendale e dunque analizzarne, in modo autonomo ma integrato, le modalità di svolgimento e le relative performance. Le dimensioni del fenomeno aziendale oggetto di “analisi” nel volume sono molteplici: dal profilo di rischio strategico, al reporting di bilancio, dall’analisi finanziaria per indici e flussi, all’analisi della redditività fino all’analisi di carattere più sofisticato basata sulla “performance di valore” delle imprese. La costante evoluzione dell’impresa verso modelli aperti al mercato e la tendenza sempre più accentuata alla separazione fra proprietà e management riteniamo siano state alcune delle principali cause che hanno comportato il progressivo orientamento del soggetto economico verso obiettivi di lungo termine non più coincidenti con le semplici logiche del profitto. L’aumento del grado di complessità dell’impresa, dovuto sia a fattori dimensionali che organizzativi, ed il crescente livello di competitività dei mercati, hanno altresì determinato l’insufficienza segnaletica dei tradizionali modelli contabili di controllo della gestione. Lo studio degli stadi evolutivi dell’impresa ci è sembrato, quindi, la logica premessa al successivo approfondimento dei modelli di misurazione della performance; si è formulato, in tal senso, uno schema logico di analisi che, partendo dagli elementi strutturali più “elementari” del sistema aziendale – il capitale ed il lavoro – ed indagando sulle caratteristiche e sulla provenienza di tali componenti, potesse evidenziare le principali tappe di crescita dell’impresa, dallo stadio di impresa “domestica” a quello di impresa “sociale”, allo scopo di coglierne il progressivo aumento di complessità nei meccanismi di funzionamento, controllo e governo. E’ proprio tale incremento di complessità, infatti, che determina l’esigenza di introdurre sistemi di valutazione della performance più sofisticati e “trasversali” rispetto alle molteplici variabili da cui dipende il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Si è quindi proceduto a delineare, in relazione anche alle suddette fasi evolutive, uno schema di analisi che potesse efficacemente sintetizzare le variabili chiave, di matrice sia finanziaria che non, al cui presidio e continuo controllo è subordinato il mantenimento e l’accrescimento nel tempo del valore dell’impresa. Lo studio condotto nel presente lavoro si è posto, pertanto, i seguenti obiettivi: - tracciare un quadro delle fasi in cui si articola il processo di crescita dell’impresa, allo scopo di coglierne il progressivo aumento di complessità nei meccanismi di funzionamento, controllo e governo; - estendere l’impostazione metodologica del modello di Kaplan e Norton allo schema logico sottostante il processo di creazione del valore, al fine di individuare le prospettive che, in aggiunta alla dimensione economico finanziaria, possano costituire l’ideale contenitore di quelle variabili chiave dal cui andamento dipende il conseguimento degli obiettivi – value oriented – dell’impresa; - raccordare, nei limiti di compatibilità delle rispettive discipline, l’impostazione ragionieristica di misurazione del valore dell’impresa con l’impostazione finanziaria, alla luce soprattutto dei recenti contributi sulla teoria dell’Eva; - elaborare uno schema di analisi e di misurazione della performance aziendale, che consenta di individuare le relative variabili critiche nonché di apprezzarne la corrispondente influenza sul risultato finale conseguito, in termini di valore distrutto/creato, allo scopo di condurre confronti sia in chiave spaziale (fra aziende diverse, in un’ottica di comparazione dei risultati e di benchmarking) che temporale (nell’ambito della stessa azienda, in un’ottica di misurazione dei risultati a fini di controllo). Lo scopo finale è stato quello di costruire un modello di “analisi aziendale” che spaziasse dalla dimensione strategica a quella economico finanziaria e di valore senza perdere di vista l’unitarietà del fenomeno aziendale e la sua connotazione di sistema dinamico, strumentale, aperto e olistico.

Analisi aziendale. Metodi e strumenti / DI LAZZARO, Fabrizio. - (2015), pp. 1-344.

Analisi aziendale. Metodi e strumenti

DI LAZZARO, FABRIZIO
2015

Abstract

Con il termine “analisi” si intende un metodo di ricerca basato sulla scomposizione di un oggetto nelle sue parti costituenti, per poi descrivere tali parti e le loro relazioni col tutto. Con il presente volume si vuole quindi applicare questo metodo di indagine al sistema aziendale, osservandone le caratteristiche peculiari e introducendo “metodi e strumenti” logici e concettuali, ma anche operativi, per declinare nelle sue diverse componenti la gestione aziendale e dunque analizzarne, in modo autonomo ma integrato, le modalità di svolgimento e le relative performance. Le dimensioni del fenomeno aziendale oggetto di “analisi” nel volume sono molteplici: dal profilo di rischio strategico, al reporting di bilancio, dall’analisi finanziaria per indici e flussi, all’analisi della redditività fino all’analisi di carattere più sofisticato basata sulla “performance di valore” delle imprese. La costante evoluzione dell’impresa verso modelli aperti al mercato e la tendenza sempre più accentuata alla separazione fra proprietà e management riteniamo siano state alcune delle principali cause che hanno comportato il progressivo orientamento del soggetto economico verso obiettivi di lungo termine non più coincidenti con le semplici logiche del profitto. L’aumento del grado di complessità dell’impresa, dovuto sia a fattori dimensionali che organizzativi, ed il crescente livello di competitività dei mercati, hanno altresì determinato l’insufficienza segnaletica dei tradizionali modelli contabili di controllo della gestione. Lo studio degli stadi evolutivi dell’impresa ci è sembrato, quindi, la logica premessa al successivo approfondimento dei modelli di misurazione della performance; si è formulato, in tal senso, uno schema logico di analisi che, partendo dagli elementi strutturali più “elementari” del sistema aziendale – il capitale ed il lavoro – ed indagando sulle caratteristiche e sulla provenienza di tali componenti, potesse evidenziare le principali tappe di crescita dell’impresa, dallo stadio di impresa “domestica” a quello di impresa “sociale”, allo scopo di coglierne il progressivo aumento di complessità nei meccanismi di funzionamento, controllo e governo. E’ proprio tale incremento di complessità, infatti, che determina l’esigenza di introdurre sistemi di valutazione della performance più sofisticati e “trasversali” rispetto alle molteplici variabili da cui dipende il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Si è quindi proceduto a delineare, in relazione anche alle suddette fasi evolutive, uno schema di analisi che potesse efficacemente sintetizzare le variabili chiave, di matrice sia finanziaria che non, al cui presidio e continuo controllo è subordinato il mantenimento e l’accrescimento nel tempo del valore dell’impresa. Lo studio condotto nel presente lavoro si è posto, pertanto, i seguenti obiettivi: - tracciare un quadro delle fasi in cui si articola il processo di crescita dell’impresa, allo scopo di coglierne il progressivo aumento di complessità nei meccanismi di funzionamento, controllo e governo; - estendere l’impostazione metodologica del modello di Kaplan e Norton allo schema logico sottostante il processo di creazione del valore, al fine di individuare le prospettive che, in aggiunta alla dimensione economico finanziaria, possano costituire l’ideale contenitore di quelle variabili chiave dal cui andamento dipende il conseguimento degli obiettivi – value oriented – dell’impresa; - raccordare, nei limiti di compatibilità delle rispettive discipline, l’impostazione ragionieristica di misurazione del valore dell’impresa con l’impostazione finanziaria, alla luce soprattutto dei recenti contributi sulla teoria dell’Eva; - elaborare uno schema di analisi e di misurazione della performance aziendale, che consenta di individuare le relative variabili critiche nonché di apprezzarne la corrispondente influenza sul risultato finale conseguito, in termini di valore distrutto/creato, allo scopo di condurre confronti sia in chiave spaziale (fra aziende diverse, in un’ottica di comparazione dei risultati e di benchmarking) che temporale (nell’ambito della stessa azienda, in un’ottica di misurazione dei risultati a fini di controllo). Lo scopo finale è stato quello di costruire un modello di “analisi aziendale” che spaziasse dalla dimensione strategica a quella economico finanziaria e di valore senza perdere di vista l’unitarietà del fenomeno aziendale e la sua connotazione di sistema dinamico, strumentale, aperto e olistico.
9788834862858
Analisi, azienda, permormance
Analisi aziendale. Metodi e strumenti / DI LAZZARO, Fabrizio. - (2015), pp. 1-344.
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