La sezione dedicata all’assessment dei sistemi di controllo interno della relazione sulla corporate governance che accompagna i bilanci delle società quotate appare spesso inadeguata ad assolvere le finalità per le quali è caldeggiata dai codici di autodisciplina. Ovvero, quella di informare gli investitori (e gli altri stakeholder) sullo stato dei sistemi di controllo interno. Riconosciuta la centralità del SCI nel governo dell’impresa, pare congruente con la filosofia di disclosure che ispira i codice di CG attendersi che il contenuto della relazione sul SCI sia funzionale a dimostrare la effettiva capacità del SCI di svolgere il proprio ruolo. Sul versante dell’investitore, una adeguata dimostrazione della efficacia del SCI implementato nell’impresa offre utili indicazioni in merito alla capacità del management di affrontare i principali rischi associati all’ambiente competitivo e al modello di business. Sul versante della società comunicante, la maggiore fiducia degli investitori dovrebbe tradursi in minore costo del capitale di rischio, essendo minore l’incertezza patita dagli investitori e, dunque, il premio per il rischio chiesto (Botosan, 1997). Diventa quindi necessario comunicare all’esterno l’adeguatezza del SCI: solamente un SCI adeguato può assicurare gli investitori che i rischi sono identificati e classificati, gestiti, controllati e mitigati ed infine comunicati secondo la loro importanza. La relazione di accompagnamento e supporto del giudizio di adeguatezza del SCI dovrebbe dunque testimoniare che l’impresa è dotata di meccanismi, procedure e controlli che indirizzano l’azione del management verso il conseguimento degli obiettivi aziendali (nel rispetto del profilo di rischio negoziato con gli azionisti); garantiscono l’osservanza sostanziale di leggi, norme e regolamenti; assicurano l’affidabilità delle comunicazioni economico-finanziarie diffuse; tutelano l’azienda nei riguardi di comportamenti non corretti da parte del management e dei propri dipendenti. Osservando il comportamento comunicativo delle società quotate incluse nel MIB 30 si ha l’impressione che queste considerazioni non siano al centro delle decisioni degli amministratori in materia di disclosure. Accade così che l’approccio flessibile propugnato dal Codice Preda sia frequentemente occasione per comunicazioni rituali, estremamente povere di contenuto quando non appiattite sulla testuale riproduzione del testo del Codice, in assenza di ulteriori elementi utili a supportare la dichiarazione di adeguatezza. La cosa, pur inserendosi in una tradizione di scarso orientamento alla disclosure che da sempre caratterizza le nostre imprese, sorprende e preoccupa soprattutto se collocata in un contesto di generalizzata sfiducia del mercato e degli investitori nella comunicazione societaria, dovuta ai gravi scandali finanziari che hanno interessato le borse valori negli ultimi anni. L’auspicio è che la crescente consapevolezza da parte di management ed investitori della centralità del SCI nel governo aziendale promuova un netto miglioramento della qualità della disclosure fatta in materia. Chiunque abbia scorso qualche relazione sa che ce n’è bisogno.

La valutazione del sistema di controllo interno nella relazione sulla corporate governance / Bozzolan, Saverio; Beretta, S; Pecchiari, N.. - In: RIVISTA DEI DOTTORI COMMERCIALISTI. - ISSN 0485-2281. - LVII:(2006), pp. 931-970.

La valutazione del sistema di controllo interno nella relazione sulla corporate governance

BOZZOLAN, SAVERIO;
2006

Abstract

La sezione dedicata all’assessment dei sistemi di controllo interno della relazione sulla corporate governance che accompagna i bilanci delle società quotate appare spesso inadeguata ad assolvere le finalità per le quali è caldeggiata dai codici di autodisciplina. Ovvero, quella di informare gli investitori (e gli altri stakeholder) sullo stato dei sistemi di controllo interno. Riconosciuta la centralità del SCI nel governo dell’impresa, pare congruente con la filosofia di disclosure che ispira i codice di CG attendersi che il contenuto della relazione sul SCI sia funzionale a dimostrare la effettiva capacità del SCI di svolgere il proprio ruolo. Sul versante dell’investitore, una adeguata dimostrazione della efficacia del SCI implementato nell’impresa offre utili indicazioni in merito alla capacità del management di affrontare i principali rischi associati all’ambiente competitivo e al modello di business. Sul versante della società comunicante, la maggiore fiducia degli investitori dovrebbe tradursi in minore costo del capitale di rischio, essendo minore l’incertezza patita dagli investitori e, dunque, il premio per il rischio chiesto (Botosan, 1997). Diventa quindi necessario comunicare all’esterno l’adeguatezza del SCI: solamente un SCI adeguato può assicurare gli investitori che i rischi sono identificati e classificati, gestiti, controllati e mitigati ed infine comunicati secondo la loro importanza. La relazione di accompagnamento e supporto del giudizio di adeguatezza del SCI dovrebbe dunque testimoniare che l’impresa è dotata di meccanismi, procedure e controlli che indirizzano l’azione del management verso il conseguimento degli obiettivi aziendali (nel rispetto del profilo di rischio negoziato con gli azionisti); garantiscono l’osservanza sostanziale di leggi, norme e regolamenti; assicurano l’affidabilità delle comunicazioni economico-finanziarie diffuse; tutelano l’azienda nei riguardi di comportamenti non corretti da parte del management e dei propri dipendenti. Osservando il comportamento comunicativo delle società quotate incluse nel MIB 30 si ha l’impressione che queste considerazioni non siano al centro delle decisioni degli amministratori in materia di disclosure. Accade così che l’approccio flessibile propugnato dal Codice Preda sia frequentemente occasione per comunicazioni rituali, estremamente povere di contenuto quando non appiattite sulla testuale riproduzione del testo del Codice, in assenza di ulteriori elementi utili a supportare la dichiarazione di adeguatezza. La cosa, pur inserendosi in una tradizione di scarso orientamento alla disclosure che da sempre caratterizza le nostre imprese, sorprende e preoccupa soprattutto se collocata in un contesto di generalizzata sfiducia del mercato e degli investitori nella comunicazione societaria, dovuta ai gravi scandali finanziari che hanno interessato le borse valori negli ultimi anni. L’auspicio è che la crescente consapevolezza da parte di management ed investitori della centralità del SCI nel governo aziendale promuova un netto miglioramento della qualità della disclosure fatta in materia. Chiunque abbia scorso qualche relazione sa che ce n’è bisogno.
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